venerdì 16 novembre 2012

Aspetti negativi dell'epidurale

Come tutti gli interventi medici, l’analgesia epidurale comporta benefici, ma anche alcuni rischi ed effetti collaterali negativi, che è necessario conoscere e valutare per decidere se fare ricorso o meno a questa tecnica.
  • Spesso l’analgesia induce nella partoriente un calo di pressione, che la costringe a trascorrere il travaglio distesa a letto e le impedisce di camminare o di scegliere posizioni alternative in grado di favorire la discesa del bambino nel canale del parto.
  • Eliminando o riducendo fortemente lo stimolo doloroso, l’epidurale altera i meccanismi ormonali del travaglio: blocca la secrezione delle endorfine, gli analgesici naturali prodotti dal nostro organismo, e riduce la produzione dell’ossitocina, tanto che spesso è necessario somministrare questa sostanza per stimolare le contrazioni.
  • Se durante l’esecuzione l’ago punge accidentalmente la membrana durale, cioè quella che racchiude il midollo spinale, può insorgere dopo il parto una forte cefalea, della durata di alcune ore o di alcuni giorni, che costringe la donna a letto, perché la guarigione avviene spontaneamente con la posizione supina prolungata. Si tratta comunque di un’eventualità rara, che si verifica nello 0,1% dei casi.
  • Il ricorso all’epidurale è associato a una maggior frequenza di parti operativi, cioè all’utilizzo della ventosa e alla manovra di Kristeller, cioè la spinta manuale che si effettua sul fondo dell’utero per aiutare il piccolo a uscire. Questa associazione, però, è dovuta in parte al fatto che l’analgesia viene offerta più frequentemente proprio nei casi complicati in cui si prevede un parto operativo.
  • Il parto in analgesia non richiede la presenza continua dell’ostetrica e può accadere che la futura mamma si trovi a vivere l’esperienza del travaglio in una condizione di solitudine. Al contrario, le donne che hanno stabilito un rapporto di confidenza con l’ostetrica che le segue affrontano il travaglio e il parto con maggior fiducia nelle proprie risorse e meno ansia e timori. Per questo chiedono più raramente l’epidurale.

1 commento:

  1. La maternità ─ una missione della donna, inerente alla natura. Solo le donne sono capaci di portare e dare alla luce un bambino. La maternità comprende anche l'allattamento, la cura e l'educazione dei figli. La donna che ha concepito, partorito e dato alla luce un bambino è la madre biologica. Lo sviluppo della medicina ha reso possibile la maternità surrogata e genetica. Nella maternità surrogata la donna accetta volontariamente di portare e dare alla luce un bambino biologicamente alieno. Dopo la nascita il neonato viene cresciuto e accudito dai genitori genetici. Si parla di maternità genetica quando il feto si sviluppa da un ovulo di una donatrice. Inoltre, una madre è anche chiamata adottante o matrigna, una tata che si prende cura del bambino. Per coloro che vogliono diventare madri e realizzare il proprio sogno, il Gruppo Human Reproduction della Clinica del Prof. Feskov vi sarà d'aiuto.

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